VIII Coppa dei Campioni
24 Giugno 2010
Tre protagonisti caratterizzano la 21a edizione del Trofeo in memoria di Angelo Massimino. Il primo, indiscutibilmente, è quello climatico. La morsa del gelo e della neve ha impedito ai cinofili toscani e marchigiani di partecipare alla manifestazione oltre a rendere complicato il lavoro di uomini e cani specie nella giornata di lunedì dove il termometro nelle vallate di tufo del viterbese ha toccato i 6-7 gradi sotto zero. Gli altri due protagonisti questa volta sotto il profilo strettamente cinofilo sono stati Danilo Rebaschio con lo spinone ARTU’ della Becca di Garanzini e Marco Ciarafoni con il bracco SAURO del Cigliolo qualificati e classificati in tutte e quattro le giornate in un appassionante testa a testa.>Ha prevalso re ARTU’ in tre trofei in palio su quattro. Grazie a quattro 1° eccellente è risultato vincitore del Trofeo Massimino in palio nel weekend, del Trofeo Ferentum Omero come miglior spinone della manifestazione e ha prevalso nel Trofeo Arcicaccia CSAA per il miglior soggetto assoluto oltre a conquistare la prestigiosa targa messa in palio da Pietro Antonellini in ricordo dell’amico Angelo.
Il bracco roano marrone di Marco Ciarafoni ha vinto il Trofeo Artù come miglior bracco delle quattro giornate di prove. Per lui due 1°ecc e due 2°ecc. Nelle 15 batterie due i cartellini assegnati. Nei bracchi certificazione per Delor de Ferrabouc GIUDITTA di Stefano Paparelli, condotta nell’occasione da Marco Ciarafoni. Negli spinoni cartellino per Ferentum VEIO condotto da Sandrino Piacentini rigenerato da intense stagioni venatorie. Nonostante le defezioni sono state 129 le presenze effettive suddivise tra 82 bracchi e 47 spinoni. Globalmente sono state assegnate 48 qualifiche. Nei bracchi 1 cac, 18 ecc, 6 mb ed 1 cqn. Negli spinoni 1 cac, 13 ecc ed 8 mb. Quindi prevalenza di presenze nei bracchi ma qualifiche praticamente alla pari. In dettaglio per i bracchi Danilo Rebaschio ha condotto all’ecc CANAIO dell’Oltrepò di Angelucci. Giulio Tirotti ha portato al doppio ecc PEPPA del Boscaccio, ecc per MEDEA di Cascina Croce di Fabri, VENTO di Cascina Croce di Cordasco. Il dott.Cioli ha centrato l’ecc sia con FLOR che con FLORA. La scuderia Ciarafoni-Paparelli-Pittaro ha fatto un bel bottino. Già detto dei 4 ecc di SAURO del Cigliolo.
Siamo tornati a Colfiorito anche quest’anno. L’appuntamento è quello di sempre, la disputa della Coppa dei Campioni prove attitudinali su quaglie liberate. E come sempre ci sono i migliori interpreti di questo tipo di prove, arrivati alla finale dopo aver conseguito, nel corso dell’anno, almeno un eccellente nelle gare di selezione riconosciute dall’Enci. Ma per tutti noi, organizzatori, dresseur, cinofili, giudici, spettatori, c’era un motivo davvero grande per non mancare. Rendere omaggio alla memoria di Attilio De Santis, prematuramente scomparso lo scorso anno. De Santis era un uomo mite, innamorato della sua professione di sarto e della sua grande passione, la cinofilia. Ha lavorato per grandi sartorie e ha vestito impeccabilmente uomini più o meno illustri.
Il segno della sua maestria era visibile anche su alcuni gilet che portava, con grande naturalezza e nessuna superbia, sui campi di prove anche quando, ed è successo il più delle volte, era dedito all’immissione di quaglie, turno dopo turno, senza alcuna lamentazione e senza pensare che tale umile gesto potesse offuscare un blasone e una personalità. Tanti e poi tanti gli volevano bene e chiedevano consigli su questo o quel cane, su questo o quell’accoppiamento da fare. Lui di cinofilia ne sapeva, perché negli anni sotto il suo sguardo, anche quando doveva giudicare le gare dell’Arcicaccia Csaa, di cani ne sono passati davvero molti. Non faceva distinzione di razze però quando parlava di inglesi e di setter non nascondeva una certa predilezione.
Ed è per questo che l’Arcicaccia Csaa nazionale e il circolo di Foligno hanno pensato di riservare un premio speciale, a lui intitolato, per il miglior setter della manifestazione. La giuria degli inglesi, composta da Frangini e Bovicelli, ha individuato in Raissa di Valdichiana di Alessandro Bornioli il vincitore del Trofeo, consegnato dalla moglie Rossana, dal presidente del consiglio nazionale dell’Arcicaccia, Marco Ciarafoni, dal responsabile cinofilo dell’associazione, Giorgio Filippucci e dal presidente dell’Arcicaccia di Foligno, Bruno Broccolo.
Il mondo della cinofilia, ricordando De Santis e tanti altri come lui sempre pronti al sacrificio e al lavoro duro lontano dei riflettori, dovrebbe interrogarsi di più e meglio degli eccessi che spesso, toppo spesso, si verificano sui campi di prove. Vi un eccesso di agonismo che mal si concilia con la missione zootecnica che dovrebbe ispirare tutti (dirigenti, allevatori, proprietari, giudici, organizzatori e conduttori) e probabilmente serve una ripartenza che però non riusciamo a cogliere in maniera nitida all’orizzonte. E tutti quelli che hanno legittimi interessi, anche di ordine economico, dovrebbero avere il buon senso di pensare che il mondo della cinofilia riesce ancora a girare nel verso giusto per l’impegno di tanti e tanti volontari che non hanno bisogno di un cartellino o di vendere un cane o nemmeno di una delega per dimostrare il loro “valore cinofilo”.
Dunque gli addetti ai lavori, qualunque ruolo ricoprano, pensino sempre, prima di agire e di assumere decisioni, che il castello rischia di crollare se gli uomini sinceramente “disinteressati” alzano i tacchi e se ne vanno perché non ne possono più di commissariamenti, di epurazioni, dei tribunali, dei giochi di palazzo, di finte guerre interne, di veti incrociati e via dicendo. Grazie caro Attilio per averci consentito di ricordare anche queste cose ai padroni del vapore. Torniamo ora alla prova. Una novantina i cani presentati, con una presenza più significativa per gli inglesi e una (troppo) piccola pattuglia di bracchi italiani.Iniziamo da quest’ultimi, giudicati dalla coppia Moretti e Bianconi che si cimenteranno anche con i continentali esteri. Il vento fa le bizze, compare e scompare da più direzioni e mette in difficoltà i cani (più evidente negli inglesi) che non riescono a porsi bene sul terreno per cercare lì emanazione giusta. Riesce a farlo con grande esperienza solo Dalì del Cigliolo, un bracco italiano di consolidata classe che Ugo Pucciatti, con maestria, riesce a portare al primo posto e all’eccellente.
Nei continentali esteri le cose vanno meglio anche se la lotta per il titolo è tra due grandi amici: Fabio Lascialfari e Roberto Scarpecci. Sullo splendido terreno, messo a disposizione dal gruppo cinofilo, è il breton Niki che riesce a riempire gli occhi e il taccuino della giuria. Per la felicità di Lascialfari è primo eccellente. Al secondo posto il Kurzhaar Kajen del Kacic di Scarpecci, sempre con l’eccellente. Al terzo posto ancora un epagneul breton, Frenk, condotto da Lascialfari. Infine gli inglesi. Non benissimo sul piano delle qualifiche: un solo eccellente e una sfilza di molto buono. Eppure la qualità in campo era ben garantita. Solo Antonio Proietti con il setter Dino Ch Fraiventa ha avuto un sussulto degno del primo eccellente attribuitogli da Bovicelli e Frangini. Sul podio, al secondo posto, Lindo Della Croce, un setter inglese di Agostino Mannucchi e al terzo posto, Zaro, un pointer di Alessio Mancini.
Per concludere un ringraziamento collettivo a quanti ai bordi del campo ad immettere le quaglie e a quanti in segreteria a registrare concorrenti e risultati hanno consentito a tutti di noi di divertirci e a qualcuno di appuntare sul petto lo scudetto di campione. Per l’Arcicaccia e per il Csaa anche questi decisivi personaggi sono da considerarsi dei vincitori.
Red Fox
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